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Dichiarazione di Vilnius

Dichiarazione di Vilnius

L’Assemblea Parlamentare dell’OSCE addotta la Dichiarazione di Vilnius


Il 3 luglio scorso, la 18° sessione annuale dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE ha licenziato il suo documento conclusivo, la Dichiarazione di Vilnius, la quale delinea una gamma di raccomandazioni  ai governi degli stati partecipanti all’OSCE.


La Dichiarazione, votata dai 213 parlamentari dei 50 paesi dell’OSCE, contiene le 28 risoluzioni adottate.

Tra queste, il rafforzamento dell’OSCE, il monitoraggio sulle elezioni, la sicurezza alimentare nell’area OSCE, la crisi economica mondiale e le sue conseguenze sociali, l’Iran, l’Afganistan, I diritti umani e libertà civili, controllo degli armamenti e disarmo in Europa, migrazioni nell’Asia centrale, sicurezza energetica, mutamenti climatici e gestione delle risorse idriche, libertà d’espressione su internet e l’abolizione della pena di morte.


La risoluzione sul rafforzamento dell’OSCE richiede maggiore trasparenza nell’OSCE stessa al fine di aumentare la legittimità e la rilevanza dell’Organizzazione.

La risoluzione sul monitoraggio delle elezioni enfatizza l’importanza dell’OSCE nel processo di osservazione sui processi elettorali e richiama gli stati aderenti alla piena applicazione degli Accordi di Copenhagen del 1990 sulle elezioni democratiche.


Per quanto concernente la sicurezza alimentare, la Dichiarazione sottolinea il più elevato livello di sicurezza nell’area OSCE e ricorda come il tema debba divenire una priorità nei programmi dell’OSCE.


Per la crisi finanziaria, la Dichiarazione richiama gli stati partecipanti all’area OSCE ad un maggiore coordinamento per lo sviluppo di risposte coerenti alla crisi.


La Dichiarazione esprime grave preoccupazione per le continue violenze in Iran, condanna gli arresti degli impiegati iraniani dell’Ambasciata Inglese di Tehran, deplora gli arresti e le intimidazioni ai giornalisti iraniani e stranieri operanti nel paese. Sull’Afganistan, la Dichiarazione sprona a promuovere la crescita della partecipazione dell’Afganistan nelle attività dell’OSCE.


Quindi la Dichiarazione sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione ed il bilanciamento degli interessi dei paesi produttori, consumatori e veicolatori di energia, insiste sul fatto che non può essere data bassa priorità alle tematiche legate al cambiamento climatico a causa dell’urgenza della crisi economica, rimarca la necessità di intensificare il dialogo sulla sicurezza europea e transatlantica.


A pagina 48, la risoluzione focalizza il tema della promozione  dei diritti umani e delle libertà civili nelle regioni dell’OSCE nel XXI secolo. Al di là della rilevanza generale del tema per gli esuli ed espulsi d’Europa, l’Unione Europea degli Esuli e degli Espulsi (UESE) è direttamente coinvolta per quanto concerne il punto 13:

 The OSCE Parliamentary Assembly urges the participating States:
a. to continue research into and raise public awareness of the totalitarian legacy;
b. to develop and improve educational tools, programmes and activities, most notably for younger generations, on totalitarian history, human dignity, human rights and fundamental freedoms, pluralism, democracy and tolerance;
c. to promote and support activities of NGOs which are engaged in areas of research and raising public awareness about crimes committed by totalitarian regimes;


L’Assemblea Annuale ha eletto il Presidente Joao Soares (Portogallo) per un second mandato annual. E’ stato rieletto anche il vicepresidente Ben Cardin (Stati Uniti), e sono stati nominati tre nuovi vicepresidenti, Petros Efthymiou (Grecia), Jean-Charles Gardetto (Monaco), e Isabel Pozuelo (Spagna). Roberto Battelli (Slovenia) è stato eletto quale nuovo tesoriere.


Le tre Commissioni dell’Assemblea hanno anche votato per il rinnovo dei delegati per il prossimo anno d’attività:
Prima Commissione: Presidente: Consiglio Di Nino (Canada); Vicepresidente: Canan Kalsin (Turchia); Relatore: Riccardo Migliori (Italia). 
Seconda Commissione: Presidente: Roland Blum (Francia); Vicepresidente: Ivor Callely (Irlanda); Relatore: Serhiy Shevchuk (Ucraina).
Terza Commissione: Presidente: Walburga Habsburg Douglas (Svezia); Vicepresidente: Robert Aderholt (Stati Uniti); Relatore: Matteo Mecacci (Italia).

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